in the name of what

L’11 settembre il mondo intero è rimasto scioccato da un evento che mai avrebbe immaginato. In meno di un’ora due dei simboli di uno dei paesi più potenti al mondo vengono distrutti e migliaia di vite vengono stroncate. Da quel momento un’ondata di terrore e di sospetto ci ha investito facendo nascere dubbi sui propri vicini, colleghi o amici, perché in fin dei conti gli attentatori non erano altro che semplici individui come noi. Per quanto uno possa mentire a sé stesso la realtà è solo una: non serve avere una tecnologia sofisticata per compiere un atto di terrorismo, basta un coltello come quelli che ognuno di noi ha nella propria casa, o una macchina come quelle che ognuno di noi posteggia nel proprio garage, o un esplosivo come quelli che ognuno di noi può confezionale con i prodotti trovati nel proprio supermercato di fiducia. La vera pericolosità del terrorismo sta proprio nel fatto che non viene limitato da cose banali quali sesso, età o nazionalità perché altro non è che un’idea. Un’idea non riconosce i confini terreni e non ha bisogno di organizzazioni criminali complesse. L’unica cosa necessaria è la mente di un essere umano.